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Una cosa che mi piace di vivere in nazione, cultura e lingua diverse è quando conosco un cibo o animale nella seconda lingua, cerco la parola nel vocabolario anni dopo per sapere come si chiama nella prima lingua, e scopro che è una parola che ho sempre saputo senza sapere veramente che cosa fosse. Quindi ho fatto una bella risata quando ho scoperto che il fico d’india in italiano non è altro che il prickly pear in inglese! Non esistono di certo nel nordest degli Stati Uniti, dove ho sempre abitato prima di trasferirmi nel sud dell’Italia, quindi la mia conoscenza di questa frutta era limitata a “Lo Stretto Necessario” del Libro delle Giungla. (Questa stessa cosa mi è successa con i gelsi, i cachi e le tortore, tra altri.)
Bene, procediamo. Un fico d’india non sembra tanto spinoso a prima vista perché non ha grandi spine e neanche tanto la pianta da cui cresce. La pelle, invece, è pieno di spinette piccolissime. Sono talmente sottili che non si sentono neanche quando entrano nella carne. Il problema è che bruciano poi ogni volta che si tocca quella zona della pelle e sono quasi impossibili da trovare e togliere. Sono anche invisibili se cadono a terra, sulla cucina o su uno straccio per pulire, quindi ti puoi riempier di queste cose anche se non ti avvicini ad un fico d’india. Per questo, mio marito non li sopporta. Ma non mi importa… li adoro! Amo il sapore, i semi e il succo dissetante… e dove abito crescono dovunque, quindi di solito ne ho quanti voglio senza dover nemmeno comprarli!
Per fortuna, l’anno scorso mio suocero mi ha insegnato come sbucciare i fichi d’india e mangiarli senza riempirmi di quelle spinette e anche senza riempirci tutta la casa. Quindi, ora quando arriva la stagione di fichi d’india a fine agosto, sono preparata! Vorresti sapere come gustare questa frutta senza il dolore delle spine? Bene, continua a leggere!
Prima, infilza un fico d’india con una forchetta per alzarlo. Trafiggilo una volta sola e lascia la forchetta dov’è entrata. Ogni volta che si rimette la forchetta, si rompe di più la polpa interna e diventa sempre più complicato sbucciarla.
Ruota la frutta sotto l’acqua corrente per un pochino. La forza dell’acqua fa cadere la maggior parte degli aghi. Consiglio di svuotare il lavello di ogni cosa prima di fare questa parte in modo che le spine scendono direttamente nello scarico, e non su qualcosa che qualcuno toccherà più tardi.
Tieni fermo il fico d’india su un piatto con la forchetta e togli un lato.
Ruota la frutta senza togliere la forchetta e taglia anche l’altro lato. C’è una rientranza sul fondo della frutta, quindi bisogna fare attenzione di togliere tutto.
Pratica un taglio nella buccia da un lato all’altro senza tagliare la polpa interna. Infila il coltello tra la buccia e la polpa del lato opposto a dove si trova la forchetta per cominciare a separarle.
Continua a pelare la buccia dalla polpa sul primo lato.
Sarà molto più semplice se la frutta è alla maturazione perfetta. Se è troppo matura, come quella che si vede qui sopra, la polpa non resterà intatta e diventa più complicato sbucciarla.
Sposta la forchetta per poter separare la buccia dalla polpa con il coltello anche sul secondo lato. (Quel pezzo di qualcosa sul lato tagliato di questa frutta non è una spina ma un pezzettino fibroso di frutta.)
Rimuovi il pezzo intero di polpa dal resto della buccia con la forchetta o le dita e mettilo in un piatto pulito…
…o direttamente in bocca! Apri, godi e ripeti volta…più volta…e anche più volte! Gnam gnam!
Pinna subito questo post per non dimenticare come sbucciare i fichi d’india e gustare questa frutta sana e rinfrescante senza il dolore!
Domanda del giorno: C’è qualcosa che ami mangiare anche se è una bella scocciatura?
Amo i fichi d’india nonostante la loro natura pericolosa. Un’altra cosa che ho sempre amato è l’astice e, essendo una di New England (la zona nel nordest degli Stati Uniti dove si trovano montagne di astici), so pulire ogni piccolo pezzetto di roba mangiabile da dentro un’astice. L’estate scorso ho avuto pure i complimente da un cameriere per quanto ne ero brava. Anch’io anni fa facevo la cameriera in un ristorante di mare, e mi faceva impazzire il fatto che quasi nessuno che ordinava l’astice sapeva pulirla, e quindi lasciavano l’animale quasi intatto, mangiandone solo le due chele!

























Thank you so much. I have seen these often in italy but never knew how to eat them…
You’re right; they can be pretty daunting if you don’t know how to go about peeling them!
Ciao ,
Sono siciliana quindi li sbuccio spesso , e’ perfetto il modo che ti ha indicato tuo suocero.molti li mettono a bagno in un secchio con l’acqua per circa un ora e poi li sbucciano .
Ciao, Adriana, sì, ho sentito anch’io questo modo, di mettere tutti in un recipiente sotto l’acqua che scorre, e cambiare qualche volta l’acqua. Ma preferisco sciacquare solo alcuni alla volta per non lasciarli bagnati per troppo tempo.
This fruit is deliciuos and fresh! I live in Chile and here we name them “peras”. Also, in the north we eat another fruit of a cactus, named “copao”, more acid but still refreshing and suculent. Regards from Santiago
Oh I’m sorry!!! Here we name them “tunas”, not “peras” jejejeje
Mmm! Interesting! I have to see if I can find out what the “copao” is and if there’s an equivalent in Italian, too!!
This is what I found in english about copao, you can try to eat just like that or adding a little bit of sugar if is too sour for you. Good luck!
http://adrianopetrich.com/post/edible-cacti-chile
Thanks, Meliza! That’s so interesting! I’d never seen that before, but I’d love to try one!
I have never seen this fruit before, and I don’t think we get them in Asia. We have a fruit that’s covered in spines and has a foul smell but actually tastes lovely (well to me anyway!) – durian.
How interesting, Agy! I’ll have to google it!
I would suggest to avoid fork in order to stabilise the prickly pear and use a pincher instead. In that way we minimise the risk to force a tiny thorn from the outer skin of the fruit in the edible part of it. When one has pour water over it then can safely use his other hand instead of the fork.
Not to be “that guy,” but there actually is a prickly pear native to Northeastern USA! It’s called the Eastern Prickly Pear, Opuntia humifusa, and it’s this species that’s called the Indian fig as well in English. It’s native from Key West all the way up to Massachusetts. I have some currently growing in my yard in the Northeast, can’t wait until it gets fruit
I can’t believe it! I looked it up and you’re right, but it was absolute news to me, which is strange because I’m from coastal Massachusetts and have never in my life seen or heard of these! Thanks for setting me straight!