Marmellata di arance e limoni

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ecco la terza parte dei miei post sulle arance! già ho parlato del dentifricio all’arancia e del liquore di arance e limoni. buono il liquore, ma si usano solo la buccia degli agrumi, e poi che si deve fare con il resto? mica si può mangiare 15 agrumi prima che si seccano. si potrebbe spremerli e bere la spremuta o congelare il succo in dei contenitori per il ghiaccio in modo di poter usare il succo nelle ricette in tutto l’anno. o si può fare la marmellata.

avevo già fatto la marmellata di limoni e zenzero e la confettura sia di prugne che di mele cotogne (che sballo quest’ultimo!). mi ero dimenticata di avere già una ricetta per la marmellata di arance di mia suocera, quindi ho cercato in rete. e mi ha molto incuriosito questa ricetta di rose di burro.

 

la prima volta ho seguito la ricetta alla lettera… quasi. non sopporto i liquori nè le confetture troppo dolci, quindi riduco sempre la quantità di zucchero. questa volta ne ho usato “solo” 700 g. (che comunque è tantissimo!! devo imparare ad usare la pectina per usare meno zucchero.) non ero molto convinta della procedura, di mettere le fettine di agrumi nell’acqua per tanto tempo e scolarle, perdendo il succo, ma tutte le ricette devono considerare un modo per eliminare l’amaro della parte bianca della buccia di arancia. e temevo le bucce (anche se le tagliavo più del indicato). ho usato tutta la frutta rimasta dalla prima produzione di arancello e poi alcune integre, facendo una doppia ricetta (le indicazioni sui tempi di cottura nel caso di raddoppiare si trovano nella ricetta). ma è stato inutile temere, perché è venuta *buonissima*! (e guardate, che di solito non mi fa impazzire la marmellata di arance.) le bucce sono morbidissime e si scolgono quasi in bocca. sono un po’ ingombrante spalmandola sul pane, ma non mi importa perché è talmente buona! (potete indovinare qual’è l’altra marmellata sul piattino ikea in questa foto? sarà per un altro giorno!)

ho anche scoperto sempre da questo blog un modo alternativa per sterilizzare i barattoli di vetro nel forno invece che nella acqua bollente. ha funzionato benissimo e mi sono trovata bene perché noi abbiamo l’acqua durissima e quindi quando si sterilizzano le cose in acqua bollente, ci rimane sopra tanta polvere di calcare. quindi mezz’ora nel forno a 160°. ma i tappi si devono sempre far bollire. pazienza!


la seconda volta ho deciso di provare un’altra ricetta che avevo trovato che mi sembrava molto interessante. arance e rhum? sì, grazie!! essendo incapace di seguire alla lettera una ricetta, ho fatto la sfaticata e non ho pelato le arance, pensando che si sarebbero comunque tolte le bucce– e quindi l’amaro– passando il tutto (vedete la foto sopra). ho aggiunto tutto prima di cuocere 20 minuti, passare, e poi cuocere un’altra mezz’ora (veramente, l’ho fatto di nuovo solo 20 minuti). mi sembrava strano che il rhum non si aggiungeva verso la fine per non farlo sfiatare, e in effetti, non si sentiva. ma la cosa più fastidiosa (a parte il fatto che rendeva un solo barattolo di marmellata dopo tutta quella fatica!) è stato il sapore amaro. la mia sfaticatezza non è stata saggissima….

quindi la terza volta, ho fatto la stessa ricetta (raddoppiata), ma ho pelato le arance al vivo come nella ricetta e ho raddoppiato la proporzione di zucchero. in più, ho aggiunto le spezie solo dopo aver passato le arance cotte e il rhum proprio 2 minuti prima di toglierlo dal fuoco. risultato? il rhum si sentiva di più e anche le spezie (ma troppo secondo mio marito), ed era più dolce, ma c’era sempre quel amaro fastidioso. anche se era bella da guardare (vedete sotto?) non riuscivamo proprio ad usare questa marmellata a colazione sulle fette biscottate. quindi come l’ho usato?

ho fatto una specie di torta sacher! scusatemi, austriaci, lo so che è come una bestemmia chiamarla così, ma era davvero buona questa torta al cioccolato ripiena di marmellata di arance e rhum coperto di glassa di cioccolato. mmmm! ho usato una ricetta americana per la torta al cioccolato, ma ho seguito le istruzioni qui su come preparare ed applicare la marmellata e glassa. (anche se la glassa mi è venuta troppo liquida, quindi non riuscivo a spalmarla bene.) l’abbiamo portato da amici ed è stato un successone!

gli amici continuavano a regalarci agrumi, quindi ho fatto l’arancello per la seconda volta e poi, con la frutta rimasta, di nuovo la ricetta usata per la prima prova. questa quarta volta avevo a disposizione un po’ del mio amato zucchero dulcita di altro mercato (un zucchero di canna un po’ “umido” e leggermente più scuro) e ho fatto la ricetta quadruplicata (ve l’avevo detto: non sapevo come cavolo usare tutta quella frutta!), quindi ho usato 2 kg di zucchero bianco e 500 gr. di dulcita, quindi per la ricetta singola 500 gr. di zucchero bianco e 125 gr. di dulcita. (e l’ho cotta in due pentole perchè se non come avrei fatto a girarla?!) anche così è venuta benissimo, anche se un po’ meno liquida della prima prova. non so se dipende dallo zucchero diverso o dalla frutta meno succosa. comunque, dalle mie quattro prove, la prima e la quarta vincono! brava rose di burro!

 

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